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VCR per lo sviluppo della viticoltura cinese

Di Emilio Bruciante | 16 lug 2025

Firmato a Penglai, nella regione di Shandong, l’accordo epocale con il Governo locale per la diffusione dei cloni, delle varietà resistenti e dei portinnesti resilienti targati VCR

La firma dell'accordo tra VCR e il Governo della città contea di Penglai

La Cina è più vicina. Ci sono più di 8.200 chilometri in linea d’aria tra il Friuli, la Regione più nord-orientale d’Italia e Shandong, una delle aree viticole più antiche della Cina, nella Penisola di Bohai, affacciata sul Mare Giallo proprio di fronte alla Corea. Una distanza che è stata colmata dalla recente visita dei vertici di VCR, Vivai Cooperativi Rauscedo, nel grande Paese asiatico. 

Il direttore Yuri Zambon e la responsabile commerciale Asia Khafizova hanno ripercorso la via della seta, aperta quasi otto secoli fa da un viaggiatore partito anch’esso dal suolo veneto, ovvero Marco Polo.

La giusta barbatella per ogni zona vocata

 In poco meno di una settimana hanno attraversato alcune delle aree più vocate per la viticoltura, dallo Xinjang a Occidente, una zona calda e arida dedita soprattutto alla viticoltura da tavola; al Ningxia a Settentrione, una delle regioni più promettenti per i vini di qualità, a Shandong, per l’appunto, caratterizzata invece da un clima monsonico e umido.

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Vigneto nella regione di Ningxia 

L’obiettivo strategico era duplice: 

  • annodare i legami commerciali tra quello che è il maggiore polo vivaistico viticolo mondiale, ovvero Rauscedo (Pn) e il Paese che sta registrando il maggiore tasso di crescita degli impianti vitati (la Cina per l’appunto);
  • valutare la possibilità di avviare una produzione di barbatelle direttamente nel Paese della Grande Muraglia. 

Missioni complicate da un clima geopolitico internazionale già difficile e di recente infiammato dall’escalation della guerra dei dazi e che invece hanno centrato un successo non scontato. 

Un clima di fiducia reciproca

«L’Italia – testimonia Zambon – gode di un’ottima reputazione in Cina ed è vista in modo molto positivo ma è indubbio che nelle relazioni commerciali tra Occidente e Oriente occorra oggi ripristinare un clima di fiducia». «Una fiducia che si conquista attraverso il rispetto per la sua cultura millenaria e l’apprezzamento per il balzo economico e sociale che è riuscita a realizzare negli ultimi decenni». 

La Cina è infatti da almeno 20 anni il maggiore motore di crescita dell’economia mondiale.  Detta la linea di sviluppo di settori strategici come il digitale, la mobilità elettrica, le bioenergie,  l’intelligenza artificiale, ma è in piena evoluzione anche in un comparto più tradizionale come la viticoltura. 

Cina 51° membro Oiv

Secondo gli ultimi dati dell'OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) relativi al 2024, la Cina possiede una superficie vitata di circa 753.000 ettari.

Questo dato la colloca al terzo posto a livello mondiale dopo la Spagna (930.000 ha) e la Francia (783.000 ha), e precede l'Italia (728.000 ha).

È importante notare che la Cina è il primo produttore mondiale di uva da tavola, quindi una parte significativa di questa superficie è destinata a uve da consumo fresco. Tuttavia, la quota dedicata alla produzione di vino è in crescita e l'OIV riconosce sempre più il ruolo della Cina nel panorama vitivinicolo globale, tanto che il paese è diventato ufficialmente il 51° membro dell'OIV a novembre 2024.

Un mercato in forte evoluzione

Il rapporto dei cinesi con il vino è storico: alcuni ritrovamenti archeologici suggeriscono una produzione millenaria, ma è solo negli ultimi decenni che ha acquisito una rilevanza significativa a livello di consumo di massa. Fino al 2018 le etichette più ricercate erano quelle internazionali, poi è cresciuta la domanda di produzioni interne di qualità. 

«È anche l’effetto di piani quinquennali – afferma Asia Khafizova di VCR– che puntano da un lato a favorire lo sviluppo di un solido mercato interno e dall’altra a incentivare joint-venture per la nascita di aziende viticole d’eccellenza attrezzate anche per la ricettività e l’enoturismo». 

Le varietà finora più coltivate sono quelle rosse internazionali come Cabernet Sauvignon o Marselan, ma sta crescendo tra i giovani consumatori e consumatrici anche la domanda di bianchi come Prosecco. 

«VCR – dice Thomas Yeung, proprietario di Runaway Cow Winery – con la sua competenza, la sua propensione per l’innovazione e il suo solido portafoglio di oltre 400 cloni di uva da vino può essere per noi un partner strategico per fare crescere la nostra biodiversità viticola e soddisfare le esigenze di un mercato in forte evoluzione». 

Runaway Cow Winery è una tenuta da sogno, posta alle pendici dei monti Qiu, che unisce la produzione di vini in stile bordolese con un’attività di accoglienza enoturistica che fa della ricerca di sostenibilità e della voglia di isolarsi dalla confusione e dal traffico cittadino i suoi punti di forza. Mettendo insieme tutti gli elementi che la Cina di oggi ricerca nel mondo del vino.

La firma di un accordo epocale

Un mercato giovane che è anche fortemente attento ai temi della sostenibilità ambientale e della neutralità climatica, una circostanza che rende decisiva l’offerta di VCR di varietà resistenti e di portinnesti resilienti al climate change. 

Il clima di fiducia reciproca ha portato, al termine della missione alla convinta sottoscrizione di un accordo a Penglai, città- contea della Regione di Shandong tra VCR e il Governo locale per l’agevolazione dell’importazione di materiale da riproduzione proveniente da Rauscedo e per l’avvio di una produzione locale di barbatelle di vite anche grazie al supporto e alla collaborazione già in essere con LanYue Winery, azienda dotata di vigneto sperimentale e cantina di microvinificazione, sita anch’essa in Penglai. 

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Visita a vigneti del Penglai con Yuri Zambon, Asia Khafizova e Mrs. Wang responsabile ufficio d'agricoltura di Penglai

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Nuovo impianto nella regione di Ningxia, nel nord della Cina. Lavori di pacciamatura per la protezione delle radici dal gelo

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Vigneto nella regione di Ningxia, nel nord della Cina.

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La moderna struttura per l'accoglienza enoturistica di Runaway cow Winery e i vigneti tra le rive del Mare Giallo e le pendici del monte Qiu

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Il confronto che ha portato alla firma dell'accordo con il Governo di Penglai

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Tavoli di lavoro a Penglai

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Anche in Cina il consumo di vino diventa più informale grazie alla spinta delle nuove generazioni

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Tavoli di lavoro a Penglai

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Tavoli di lavoro a Penglai

La firma dell'accordo tra Yuri Zambon di VCR e Mr Hongliang Zhou, Deputy Director of Penglai District Government

La firma dell'accordo tra Yuri Zambon di VCR e Mr Hongliang Zhou, Deputy Director dell'amministrazione della città contea di Penglai

La firma dell'accordo tra VCR e il Governo della città contea di Penglai

La firma dell'accordo tra VCR e l'amministrazione di Penglai. Al centro da sinistra: Asia Khafizova e Yuri Zambon di VCR, Mr. Hongliang Zhou, Deputy Director of Penglai District Government e Ms. Xiaomei Wang, Director of Agriculture

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Vigneti sulle rive del Mare Giallo di LangYue Winery

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Il poster del progetto congiunto tra VCR e Lanyue Winery

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Chateau Junding, una delle prestigiose tenute sorte nella penisola dello Shandong

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Tramonto sui vigneti di Ningxia

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