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La sala cernita suona la sveglia per tutta l’Italia

Di Lorenzo Tosi | 26 nov 2025
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La Cina punta sulle barbatelle di qualità

Di Lorenzo Tosi | 12 nov 2025
Penglai chiama, Rauscedo risponde. La nuova missione in Cina di VCR, Vivai Cooperativi Rauscedo, dopo il viaggio di esplorazione dello scorso luglio (per approfondire clicca qui), ha un obiettivo strategico: rafforzare il ruolo della Penisola di Shandong e della sua capitale Penglai come hub di ingresso e di sviluppo delle barbatelle di vite. Dopo l’accordo sottoscritto in luglio con il Governo locale per l’agevolazione dell’importazione di materiale da riproduzione proveniente da Rauscedo e l’avvio di una produzione locale di barbatelle di vite, Runaway Cow Winery ha ricevuto infatti il mandato di agente VCR per tutta la Cina. Il mandato affidato a Thomas Yeung La viticoltura del gigante asiatico è in pieno sviluppo e questa peculiare azienda vitivinicola, situata nella valle di Qiushan, a due passi da Penglai, sta trainando in particolare l’evoluzione dello Shandong, l’area storica sulla costa orientale che beneficia dell’influsso climatizzante del Mare di Bohai, dove si stanno concentrando i progetti di sviluppo dei grandi gruppi. Yuri Zambon, direttore di VCR e Asia Khafizova, area manager estero, hanno incontrato Thomas Yeung, patron di questa realtà e il suo staff. Yeung è da tempo cliente di VCR e ha pianificato un progetto di sviluppo che sta facendo scuola in Cina, caratterizzato da una forte componente “wine-tourism/lifestyle”, grazie ad un resort 5 stelle affacciato sui vigneti, una ristorazione di fascia alta e la produzione di vini di alta gamma. Nei circa 50 ettari aziendali si coltivano oggi 17 varietà come i classici francesi come Cabernet sauvignon, Pinot nero, Chardonnay, Petit Manseng e Marselan, che in Cina, per equilibrio e adattabilità, sta assumendo il ruolo di vitigno bandiera. A fianco di questi stanno però trovando posto anche autoctoni italiani a bacca bianca e rossa che stimolano la curiosità dei millennial e della GenZ, le generazioni che dettano i ritmi di consumo nelle grandi città del Dragone. Una capacità di visione e una propensione all’innovazione che fanno di Yeung l’uomo giusto per consentire a VCR di accompagnare la crescita della viticoltura cinese. Ningxia, il baricentro dei fine wine cinesiUn comparto economico che pretende profonda conoscenza e capacità di organizzazione, perché caratterizzato da un caleidoscopio di interpretazioni, con direttrici di sviluppo peculiari, tracciate nel rispetto delle diverse tradizioni degli storici poli viticoli disseminati negli angoli geografici opposti del gigante asiatico. Ningxia, al Centro Nord, continua ad essere il baricentro dei fine wine cinesi, con un forte branding territoriale e produttori consolidati che raccolgono premi internazionali. Zambon e Khafizova hanno visitato realtà come Silver Heights Vineyards a Yinchuan, alle pendici orientali delle Helan Mountains, un massiccio dove i vigneti si spingono fino alla quota di 1.200 metri, con condizioni climatiche estreme e inverni lunghi e rigidi. Una cantina boutique che produce blend di rossi in stile bordolese orientati verso mercati premium, con circa 70 ettari di vitigni internazionali gestiti con metodo biodinamico. O come l'emergente Stone and Moon Winery, nella zona di Qingtongxia, recentemente entrata nell'orbita del gruppo australiano Treasury Wine Estates (TWE) . Quarantatre ettari ma un forte potenziale di crescita e propensione alle collaborazioni internazionali. L’area di NIngxia, grazie all’efficacia delle politiche di zona (classificazione, tutele), si conferma così un polo di attrazione di capitali esteri ma anche un stimolante laboratorio di innovazione che vive un intenso aggiornamento delle tecniche agronomiche, con un veloce viraggio dalla tradizione delle viti franche di piede alle barbatelle innestate e certificate. Il clima qui è infatti secco, con grande insolazione, e necessità di efficace gestione dell’acqua e del vento. La rigidità invernale è stata storicamente affrontata con la pratica dell’interramento delle viti in inverno. Ora però la ricerca sta puntando su alternative “no-bury”, ovvero materiali di copertura, selezione varietale/portinnesti più tolleranti al freddo, modelli colturali ad hoc. In questo contesto le varietà resistenti messe a punto da VCR insieme a Iga e Università di Udine potrebbero costituire un asso nella manica per i viticoltori locali grazie alla spiccata resistenza al freddo. Per questo VCR sta prendendo accordi con il Wine Bureau locale e alcuni istituti di ricerca per costituire impianti sperimentali lungo la catena delle Helan Mountains. Le altre aree vocateUn problema, quello del freddo invernale, se possibile ancora più sentito nello Xinjiang, l’area più nord occidentale della Cina, caratterizzata da altitudine e continentalità, con grandi escursioni termiche e progetti su isolamento invernale; crescente attenzione alla meccanizzazione e alla gestione del gelo. Questa, come le aree seguenti, saranno oggetto di visite future da parte di VCRHebei (Huailai/Changli) e il Loess Plateau (Shanxi) sono le mitiche terre di Shangri-La. È qui che sono nate aziende affermate come Grace Vineyard (a Shanxi) prima di espandersi anche a Ningxia, costruendo uno stile produttivo che unisce eleganza e rigore tecnico. Lo Yunnan, nell’estremo sud a ridosso della Birmania è caratterizzato da una viticoltura eroica di alta quota, con parcelle terrazzate, e vini di stile bordolese esaltati dall’escursione termica.Il Liaoning, nell’angolo opposto del Nord-Est è invece la nicchia degli icewine, con il vitigno “specializzato Vidal che la fa da padrone. Le principali regioni viticole cinesiL’ambiente ideale per sviluppare i nostri progetti di qualitàIl polo emergente è invece, come abbiamo visto, quello di Shandong, la penisola che chiude a sud il Mare di Bohai, punto di accesso per la capitale Pechino per le rotte marittime. È forse l’area in cui la trasformazione economica e tecnica e più profonda. «Per Vcr – spiega Zambon – è l’area perfetta per sviluppare i nostri progetti di qualità, grazie all’attenzione all’innovazione agronomica e varietale». L’adozione dell’innesto sta crescendo con la modernizzazione e la professionalizzazione dei vigneti, con materiale da riproduzione certificato, in grado di affrontare, con il corretto portinnesto, la variabilità di terreni che possono presentare problemi di alcalinità e salinità. L’attenzione per la sostenibilità ambientale che caratterizza le politiche aziendali dei grandi gruppi è anche l’ambiente ottimale per fare decollare in Cina le varietà resistenti alle malattie fungine targate VCR. L’impronta territoriale sui Piwi VCRNello Shandong la pressione delle malattie è più elevata rispetto alle altre zone vitate cinesi e LanYue Winery è la realtà aziendale con cui VCR collabora per la sperimentazione delle varietà resistenti, con nuovi impianti di Pinot Iskra, Soreli, Cabernet Eidos, Fleurtai, Volturnis, Sauvignon Rytos, Cabernet Volos, Merlot Kanthus messi a punto nel corso degli ultimi 3 anni. Il nuovo viaggio ha offerto quindi l’occasione per degustare assieme allo staff di questa cantina le loro prime vinificazioni, rivelando una qualità e un’influenza territoriale sorprendenti. «Al bicchiere si sente l’effetto del terroir, con una piacevole sapiditá, una fresca acidità e tipiche note di flora marina».
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